STORIA DEL GIARDINO

Quando Simone di Jacopo Corsi acquista nel 1503 un podere con la “casa da signore”, questa aveva già sul retro un “orto murato”, un giardino cioè chiuso tra mura come si vede nell’affresco di fine secolo nel Camerino delle Grottesche, un giardino con aiuole geometriche a prato e una vasca con statua al centro. Da questo impianto delle origini, composto secondo i dettami del giardino all’italiana dettati dal Tribolo e dal suo genero Fortini in Boboli, lo spazio esterno della Villa si evolve attraverso le raffinate trasformazioni del XVIII secolo per arrivare alle coltivazioni esotiche dell’Ottocento, fino ad un ponderato revival all’italiana degli inizi del secolo scorso portato avanti con grande scienza e perizia da Giulio Guicciardini.